"Visita alla Risiera di San Sabba e alla Foiba di Basovizza"
con la classe 5°A Odontotecnici, nei giorni 4 e 5 febbraio 2010, accompagnati dalla Prof. Maria Pia Dellarole, con le alunne: Mazzia Victoria, Raviglione Sabina, Povolo Nicole, Ceregati Valentina e Rivetti Federica.
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Il valore della libertà Studenti a Trieste con l’associazione Itaca
Nelle giornate del 4 e 5 febbraio, alunni dell’Ipsia Lombardi, Cavour e dell’Agrario hanno partecipato alla visita a Trieste, organizzata dall’associazione Itaca, che ogni anno promuove il progetto “Memoria in viaggio”, per sensibilizzare i giovani nei confronti delle tragedie storiche del Novecento come la Shoah e l’eccidio delle Foibe. Trieste è un luogo molto significativo per la presenza di alcuni monumenti simbolo della memoria, come la Risiera di San Sabba e la Foiba di Basovizza. Alcune allieve della 5°A Odontotecnici dell’Ipsia Lombardi così ricordano l’importante esperienza vissuta: “La prima tappa del nostro viaggio è avvenuta alla Risiera di San Sabba un complesso di edifici costruito nel 1913 per la raffinazione del riso e trasformata, nell’ottobre del 1943, dagli occupanti tedeschi, in campo di smistamento per i deportati in Germania e in campo di sterminio: l’unico, in Italia, dotato di un forno crematorio che gli aguzzini nazisti fecero saltare nell’aprile del 1945, prima della disfatta finale. “La nostra emozione – dice Victoria – è stata fortissima nell’ascoltare le toccanti testimonianze di alcuni alpini, protagonisti di quelle tragedie, come le torture nelle celle della Risiera e la successiva deportazione al campo di sterminio di Dachau. I racconti cha abbiamo ascoltato hanno un valore storico inestimabile e ci permettono di comprendere meglio i crimini del secolo scorso che vengono ricordati proprio nei luoghi di tali artrocità” . “Infatti il giorno successivo – prosegue Sabina – abbiamo visitato il monumento nazionbale della Foiba di Basovizza, nell’altopiano del Carso, simbolo della tragedia delle Foibe, per troppi decenni dimenticata. Le foibe erano utilizzate durante il periodo di Tito per occultare migliaia di cittadini italiani che venivano uccisi perché si erano opposti al regime comunista slavo. In seguito guidati da un alpino, ci siamo recati alla foiba “Abisso Plutone”, ampia voragine che sprofonda nel terreno oltre 200 metri, dove le numerose vittime della repressione titina venivano gettate ancora vive dopo aver subito sevizie inesorabili”.
“Altro momento importante del nostro viaggio – sottolineano le alunne – è stato quello dell’attualizzazione dell’esperienza vissuta che abbiamo realizzato al liceo di Trieste, dove abbiamo potuto confrontarci con la testimonianza di un giornalista siciliano: Pino Maniaci che tutti i giorni denuncia i crimini della mafia attraverso la sua piccola emittente Tele Jato, cercando di opporsi alla mafia con la cultura della legalità. Non sono mancati ovviamente i momenti di svago, a partire dalla cena dagli alpini triestini, alla scoperta della bellissima Trieste notturna”.
“Ringraziamo – concludono le allieve – l’associazione Itaca, con i suoi tre splendidi accompagnatori Gabriele, Francesca e Teresa, che hanno organizzato in modo veramente pregevole le nostre visite. L’esperienza del viaggio è stata molto positiva per tutti, perché ci ha dato la possibilità di riflettere sul valore della libertà e della dignità umana, attraverso il filo conduttore della memoria e delle testimonianze: questo ci deve insegnare la via perché le barbarie del passato non si ripetano. |