Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato

Francis Lombardi di Vercelli
Istituto Accreditato presso la Regione Piemonte
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"Voci nel silenzio- la violenza nega l'esistenza"
classe, marzo 2009, coordinato: Prof. Donisotti

In occasione della Festa della Donna e con la preziosa collaborazione degli Assessorati alle Pari Opportunità delle Provincie Piemontesi si è quest’anno realizzata , nell’ambito degli interventi di prevenzione contro la violenza alle donne, una serie di manifestazioni, per riflettere su questo grave problema che coinvolge milioni di donne nel mondo.
L’IPSIA Lombardi ha deciso di partecipare all’evento organizzato dalla Regione a Torino,in Piazza San Carlo, venerdi 6 marzo, con  un gruppo di allieve delle classi seconde e terze del  corso Moda .
Spesso chi subisce violenza tra le mura domestiche preferisce non parlarne o addirittura si considera a sua volta colpevole, non ammettendo il bisogno di aiuto;per uscire dalla spirale di violenza è invece fondamentale avere fiducia e appoggiarsi agli altri, ai volontari, ai servizi presenti sul territorio.
Molte persone sono testimoni di atti di violenza di questo tipo:amici, vicini di casa,colleghi, familiari. Eppure sembra in questi casi come ergersi un muro di gomma tra la vittima della violenza e gli altri. E’ invece necessario denunciare la violenza subita, trovare il coraggio per farlo: tutti lo devono fare e non solo la vera vittima; la violenza domestica non è solo infatti un problema per chi la subisce, ma rovina la vita di tutte le persone coinvolte.
In piazza S.Carlo, a Torino,  sono state allestite più di trecento sagome femminili colorate di bianco e di viola:centocinquanta bianche e altrettante viola.
Su di ognuna di esse è stata raccontata,  con un linguaggio semplice e privo di ogni possibile tono accusatorio, una storia di ordinaria violenza conclusasi , per le sagome viola , con la morte  , mentre nel caso di sagome bianche con l’intervento dei servizi presenti sul territorio e quindi con il salvataggio della vittima.
Leggere tutte queste storie, vederle riunite tutte insieme ha avuto un effetto dirompente; così come ascoltare le storie narrate da improvvisati narratori, quasi tutte donne, che si alternavano al microfono, portando la loro testimonianza, tratta da libri o da reali fatti di cronaca. Quello che ha colpito un po’ come un pugno nello stomaco è stato scoprire che i casi di violenza non sono poche e isolati, magari solo in alcune fasce di popolazione..Riccchi e poveri, laureati e semianalfabeti: la violenza è qualcosa di trasversale che infetta, come un bubbone, la nostra società.
Al termine del percorso grazie alla collaborazione di addetti presenti, psicologi e volontari dei servizi sociali abbiamo provato tutte a riflettere sul problema:  siamo così giunte alla conclusione che sarebbe già un successo importante riuscire a far emergere la parte sommersa del fenomeno della violenza e tutte quelle forme di maltrattamenti fisici e psicologici che si verificano anche in ambito familiare, E’ fondamentale poi educare al rispetto dell’altro, al rispetto delle persone e non limitarsi solo ad accogliere e sostenere le donne vittime di violenza.

La classe indirizzo dell’IPSIA LOMBARDI di Vercelli