Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato

Francis Lombardi di Vercelli
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” IPSIA a Teatro”
 

In questi giorni ha avuto un primo  termine l’attività del progetto” IPSIA a Teatro” , che ha visto la preziosa collaborazione tra l’IPSIA Francis Lombardi di Vercelli e l’amministrazione comunale; l’attività ha così  permesso di esporre i lavori realizzati dal laboratorio teatrale del corso moda del Lombardi nel foyer del Teatro Civico di Vercelli.

Accanto ai preziosi costumi di scena, realizzati dall’atelier Lombardi in occasione dell’ allestimento dell’opera lirica Agesilao nella scorsa Stagione, i vercellesi che si sono recati nel mese di novembre- dicembre ad assistere agli spettacoil organizzati dal Civico Teatro,hanno potuto ammirare alcuni abiti settecenteschi, realizzate dalle allieve dei corsi terminali dell’IPSIA Lombardi, sez.operatore della Moda.

Dietro alla realizzazione di un costume di questo tipo, al di là del puro e semplice impegno manuale, vi è tutto uno studio grafico e di analisi storica che ha portato le allieve  delle classi terminali del  corso Moda ad un approfondimento sia del periodo storico al quale gli abiti si sono ispirati che ad una storia puntuale del costume d’epoca.

Dallo studio dei dipinti dell’epoca le allieve hanno avuto modo di scoprire l’evoluzione dell’abbigliamento femminile di questo periodo :molti non sanno per esempio che l’ampiezza delle gonne raggiunse in quel periodo e cioè intorno al 1730, una circonferenza di 5-6 metri,inferiormente, costringendo le signore a delle vere e proprie acrobazie  in particolare, nelle carrozze, nelle strade e nel passare le porte.

Lavori realizzati dal laboratorio teatrale del corso moda dell'IPSIA "Lombardi" nel foyer del Teatro Civico di Vercelli

 

La moda di questo periodo prevedeva  un abito intero aperto frontalmente, indossato sopra una sottogonna, solitamente realizzata nello stesso tessuto dell'abito.

Il corpino risultava  aderente, grazie ad un bustino molto stretto che  comprimeva fino a togliere il respiro la parte superiore del tronco femminile.

L’ampia scollatura quadrata e le maniche che terminavano al gomito, solitamente abbellite da ricchi polsini cascanti e merletti arricciati imbastiti di volta in volta, completavano l'abitoAnteriormente vi era poi  un Piece d'Estomac, ossia un triangolo di tessuto riccamente decorato tenuto in posizione fissandolo con spilli o un'imbastitura al sottostante busto; questo triangolo poteva essere cambiato, dando così la possibilità di rinnovare l’abbigliamento.

Solo nell’ultima metà del secolo il panier, la gabbia di ferro che sosteneva i vestiti, si riduce di dimensioni, si allarga anche anteriormente, e diviene più flessibile; i vestiti si fanno più semplici, meno ricercati e ricchi di particolari. Questo lo si può notare dai grandi ritratti di Gainsborough

ai quali si ispira uno degli abiti in mostra.

Comprendere il significato dell’abito nella sua evoluzione storica come espressione della condizione sociale, conoscere e analizzare la struttura e la forma dell’abbigliamento in analogia con quelle dell’architettura hanno permesso alle allieve di realizzare capi  reali e scenograficamente corretti. Il progetto prosegue nella prossima annualità, con l’intento di costituire un vero e proprio laboratorio teatrale, in grado di supportare eventuali iniziative teatrali cittadine legate al mondo della scuola. L’istituto coglie l’occasione per ringraziare l’assessore Fossale e quindi la stessa amministrazione comunale sempre attenta a vivacizzare l’ambiente culturale vercellese e il sig. Valentino Trada che ha gentilmente permesso l’allestimento museale prestando i suoi manichini.