Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato

Francis Lombardi di Vercelli
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"Visita al Museo Accorsi di Torino"
classe terza A e B, settore moda,giorno 6 marzo 2009, coordinato da: Prof. Donisotti e Nuzzo
link Museo Accorsi di Torino

Un tuffo nel passato e precisamente nel secolo dei Lumi , il prezioso Settecento , per le classi seconda e terza A e B moda dell’IPSIA Francis Lombardi : visita al Museo Accorsi  di Torino, nato grazie al  ricco lascito di Pietro Accorsi, uno dei più importanti antiquari europei del XX secolo. Morto circa vent’anni fa l’Accorsi ha deciso di donare tutta la sua collezione costituita da mobili, quadri, porcellane , preziosi cristalli e altri oggetti perfettamente conservati , tutti rigorosamente settecenteschi, alla città di Torino e soprattutto a tutte le persone amanti del bello e appassionate  del secolo.
Il percorso espositivo è composto da ventisette  sale , ricolme di  migliaia di oggetti tra i quali tre camere da letto , di cui  una arredata interamente con mobili veneziani , di rara ed elegantissima fattura.
Spiccano le porcellane,racchiuse in preziosi scaffali, di cui Accorsi era appassionato collezionista: magnifiche salsiere, porta gioielli e portanei, tazze da tè e da caffè, tabacchiere, statuine di Meissen, vasi cinesi, piatti e vassoi,alzate e centrotavola, zuppiere delle Manifatture di Lodi , di Ginori, Rosenthal .
In certe sale sembra quasi di ritrovarsi in compagnia dello stesso Accorsi, pronto a ricevere il visitatore tra i suoi pezzi d’autore oppure, guardando la serie di sei cacce dipinte da Vittorio Amedeo Cignaroli, è facile perdersi  a immaginare la vita di corte di un cortigiano , alle prese con un unico problema: quello di dover far passare il tempo divertendosi.
La guida che ci ha accompagnato nel percorso, una signora molto preparata e competente, ci ha illustrato gli aspetti più curiosi dei rituali di corte della nobiltà torinese settecentesca , rispondendo alle nostre domande e facendoci notare particolari curiosissimi, come la commode, che ogni gentiluomo poteva tranquillamente portarsi dietro, a seconda delle proprie necessità e una curiosissima macchina simile a un torchio per strizzare il bucato..
Che dire poi dell’immensa cucina piena di pentole e recipienti tutti in rame lucidissimo..e del grande camino in pietra proveniente  dalla grande villa dell’Accorsi e rimontato, dopo esser stato smembrato in mille pezzi, nelle sale del museo!
Alle pareti, dai grandi ritratti d’epoca, sorridono dame e cavalieri, con le parrucche rigorosamente bianche e dalle grandi gonne sostenute dai panier.Le ultime novità in fatto di  moda provenivano nel settecento dalla Francia: vestiti, acconciature e trucco esaltavano l'aspetto, snellivano e gonfiavano le forme del corpo. Si copriva la pelle con strati di creme e ciprie, spesso al piombo e che conferivano un’aria che oggigiorno definiremmo leggermente malaticcia ma all’epoca molto di moda. Ricami, pizzi, vestiti festosi ed eleganti erano ricercatissimi da donne e uomini; in testa veniva poggiato il tricorno, un cappello a tre punte, generalmente arricchito con spille e piume.
Le donne indossavano il busto tanto stretto da far mancare il fiato che dava illusione di avere una vita esile, sottile e che metteva in risalto il seno .
Tabacchiere, orologi, pulisci unghie, spille, binocoli, boccette di profumo, pastiglie in eleganti scatolette costituivano l'ornamento d’obbligo di ogni gentiluomo e di ogni dama…e oggi ci fanno così sognare , disposti con cura dietro le grandi vetrate della collezione Accorsi.

 

La classe terza A e B, indirizzo Moda, dell’IPSIA LOMBARDI di Vercelli